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VOLARE SI PUO' E NE HO LE PROVE! (di Riccardo) (domenica 22 giugno 2003) Ciao a tutti, alcuni di voi mi conoscono ma la maggior parte no per cui mi presento. Mi chiamo Riccardo, vivo a Vicenza e sono istruttore di parapendio. Il parapendio non e' il mio lavoro, nonostante mi occupi praticamente tutto il tempo libero, ma solo la mia grande passione. Un po' di anni fa ho avuto la fortuna di conoscere Patrizia (ragazza tetraplegica n.d.r.), e da allora mi dico che devo trovare il modo per portare in volo con il parapendio (biposto) anche lei. Chiedo un po' in giro, ad altri istruttori alla federazione italiana volo libero a piloti sparsi per tutta italia, la risposta e' sempre la stessa: in Italia non esistono attrezzature idonee. Ci studio un po' su e decido che se debitamente assistito si puo' fare, in sicurezza, con un equipaggiamento standard. Ne parlo con i miei allievi, e mi danno piena disponibilita', magari rinunciando a volare loro per organizzare l'esperimento. Ma con chi volo? Chi si presta a fare da cavia? :-) Qui entrano in gioco Alessio e Angelo, due sportivoni (paraplegici n.d.r.) che non hanno certo paura di fare una scivolata per terra nel caso nelle fasi di decollo e atterraggio non si riuscisse a compiere una manovra realmente morbida. Per quanto riguarda invece il volo non c'e' nessun problema. La selletta e' comoda e avvolge praticamente tutta la persona dalle spalle a sotto le ginocchia. La giornata: Appuntamento nel primissimo pomeriggio ai piedi del "costo di Asiago", la montagna dalla quale voliamo io, i miei allievi, tutti gli amici del Delta club Vicenza e la vostra amica Tina. Si sale in decollo, un occhiata alle condizioni meteo, sono ancora troppo forti per un volo tranquillo. Aspettiamo un po', man mano che il sole si abbassa dalla verticale, scalda meno l'aria e piu' tranquilla. Intanto presento ad Angelo e Alessio, Max (Massimo dall'Oglio)l'altro istruttore della scuola, detto il guru, non a caso e nemmeno a sproposito. Si fanno 4 chiacchiere e decidiamo che Alessio volera' con lui ed Angelo volera' con me. Nel frattempo le condizioni meteo diventano buone, le ascendenze si calmano al punto che ci viene il dubbio che non si riesca piu' a veleggiare ma solo a planare verso valle. I primi a prepararsi sono Max e Alessio, assistiti da 3 volonterosi amici. Indossare l'imbrago crea meno problemi di quanto temessi, poi ci si aggancia al parapendio. Una refola di vento giusta, la vela si gonfia e si decolla. Li guardo prima salire e poi scendere, ma so che "il guru" sa sfruttare bene le termiche e prima o poi risalira'. Ora tocca a me, non posso nascondere che l'emozione sia grande, la tensione per il decollo tecnico anche. La procedura e' la stessa, ma il vento un po' piu' forte e senza quasi accorgermene anche io e Angelo siamo in volo. Dov'e Max? Lo avevo perso di vista, lo cerco con lo sguardo nel cielo e lo trovo vicino alla montagna, che cerca qualche ascendenza per tornare almeno alla quota del decollo, poi lo vedo puntare all'atterraggio in fondo alla valle. Penso, se non e' riuscito a fare quota lui che mi ha insegnato a volare, figurati io... e intanto scendiamo, lentamente ma scendiamo, chiaccherando. Provo di qua, provo di la, ma nessuna ascendenza in grado di riportarci su, siamo sempre piu' bassi. "Angelo, mi dispiace ma ci tocca andare in atterraggio" sento un leggero movimento dell'aria... dai che ci proviamo... no non e' qui, e' a destra o a sinistra? e lui con decisione, come se lo sapesse (si chiamera' Angelo per qualcosa?!?!) a sinistra! Ci proviamo, e' l'ultima possibilita'. Viro a sinistra e c'e'! Prima debole, poi sempre piu' forte , in pochi minuti risaliamo i 300 metri che avevamo perso e siamo nuovamente sopra alla cima della montagna da cui siamo partiti. Ormai e' quasi un ora che siamo in volo ed e' ora di atterrare. La mia concentrazione e' al massimo, intanto spiego come affronteremo l'atterraggio sul decollo (tecnicamente detto top landing). Ci proviamo una prima volta ma siamo troppo alti, la seconda va meglio e grazie alla morfologia del terreno, al vento, ad un parapendio eccezionalmente versatile e un po', lasciatemelo dire, anche al pilota, ci appoggiamo dolcemente al terreno, fermi, seduti per terra, come se fossimo atterrati con un elicottero. La tensione della concentrazione sparisce e sento dietro di me un applauso. Non mi ero accorto che ci fosse cosi' tanto pubblico e cosi' attento a quello che stava succedendo. Applaudono Angelo che ha voluto volare, applaudono me che l'ho portato a passeggio, applaudono per manifestare la loro felicita'. Lascio cadere la testa all'indietro fino a sentire il casco che tocca terra e solo in quel momento mi rendo conto che ce l'ho fatta !!! Finalmente sono riuscito ad avverare un sogno che avevo da tempo nel cassetto! Mi sono dilungato ma mi dovete sopportare ancora un po', perche' devo ringraziare: Alessio e Angelo per essersi gentilmente prestati all'esperimento :-) Alberto Zane (progettista della blue phoenix paragliding) per avere costruito un parapendio veramente speciale ed avermi insegnato a volare. Max per avermi insegnato a volare cosi' e per la pacca sulla spalla che mi ha dato dopo il volo, dicendo "stavolta hai superato il guru". Tutti gli allievi e amici "volatili" presenti per la preziosissima collaborazione (ho scoperto di avere vicino delle persone veramente Grandi) La mia dolce meta' (Tina,Gazzella,hei tu, chiamatela come preferite tanto e' sempre lei) che si e' prodigata per organizzare la giornata. Stefano, che oltre ad avermi insegnato a volare mi da sempre un occhio dall'alto. Per ultima della lista ma non in ordine di importanza, Patrizia, che oramai da 2 anni aspetta di volare. Preparati, la prossima volta tocca a te !!!! Grazie anche a voi cha avete avuto la pazienza di leggermi. A disposizione per ogni chiarimento o anche solo per una chiacchierata,
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pubblichiamo con molto piacere (con il dovuto consenso) questa relazione che ci emoziona e che ci dimostra le molteplici possibilità delle persone con disabilità. Alessio e Angelo sono due atleti della nostra Associazione che per primi si sono avventurati in questa impresa. Ci auguriamo che nella loro scia altri possano ripetere la loro magnifica esperienza
Riccardo e Patrizia al decollo il sito: liberidivolare.it
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