Convegno: Abitare senza barriere
Scritto da Enrico Agosti   
domenica 18 gennaio 2009

ImageSpazio Casa 2009 Fiera di Vicenza, Image

Abitare senza barriere:

seminario organizzato da C.E.R.P.A. Italia Onlus e H81 Insieme Vicenza Onlis

sabato 7 febbraio 2009, ore 10,00-12,00, centro congressi - padiglione I, Fiera di Vicenza, via dell'Oreficeria.

Programma

Saluto di apertura del presidente della Fiera di Vicenza

Presentazione del seminario e coordinamento, Andrea Bolcati

Accorgimenti progettuali ed innovazione tipologica per una casa accessibile, fruibile, sicura e confortevole, Eugenia Monzeglio, architetto, C.E.R.P.A. Italia

Casa: bisogno fondamentale per la persona e per la sua integrazione nella città, Lucia Lancerin, architetto, C.E.R.P.A. Italia

Come adattare un alloggio alle esigenze di persone con disabilità, Enrico Agosti, C.E.R.P.A. Italia, H81 Insieme Vicenza

La casa accessibile e le agevolazioni regionali, Stefano Maurizio, architetto, C.E.R.P.A. Italia

Il valore affettivo della casa, Antonio Zuliani, psicologo, C.E.R.P.A. Italia

Dibattito e conclusioni

Nel contesto della manifestazione fieristica Spazio Casa 2009 di Vicenza, l’incontro “Abitare senza barriere” si sofferma con particolare attenzione sulla questione dell’accessibilità e della fruibilità della residenza, nella consapevolezza che l’abitare riguarda il modo in cui ciascuna persona “è” e vive, pertanto l’abitare interessa sia la casa e la domiciliarità, sia il sistema relazionale (coinvolgente quindi le persone e le attività umane) fra abitazione e quartiere, fra abitazione e contesto urbano.

 La necessità di case per tutte e per tutti va declinata almeno in una duplice prospettiva:

  • sotto il profilo quantitativo: le case devono esserci, devono essere economicamente sostenibili per quanto concerne affitto, acquisto, gestione e manutenzione;

  • sotto l’aspetto qualitativo: le case devono essere senza barriere, accessibili, fruibili, sicure, comode, gradevoli, accoglienti, adattabili ad esigenze mutevoli e diversificate, alle aspettative e ai desideri.

La questione della casa senza barriere, accessibile e fruibile da tutti e da tutte, deve essere tolta dall’ambito del solo dibattito teorico per essere ricondotta nella concretezza e nella varietà delle vite reali, popolate da persone, diverse per genere, età, capacità, abilità, stato di salute e di benessere etc., da uomini e donne, da bambini e bambine, da adulti e adulte, da anziani e anziane, che in quelle abitazioni e in quelle città abitano e vivono le loro vite. Altresi il tema della casa senza barriere deve allontanarsi dalla prassi consolidata di concepire tale luogo solo come l’alloggio della persona con disabilità. Progettisti, impresari, artigiani, committenti, ovvero tutti coloro che sono coinvolti nella ideazione e realizzazione di case, di nuova costruzione, di recupero e di adeguamento dell’esistente, dovrebbero assumere la richiesta di accessibilità e di fruibilità come una risorsa indirizzata a migliorare la vivibilità dell’alloggio e dell’edificio residenziale per tutte le persone, accogliendo la sfida di andare incontro alle esigenze di qualsiasi utente della casa, senza etichettare la casa senza barriere come quella specificatamente dedicata solo a persone con disabilità.

In questa ottica i requisiti di accessibilità e fruibilità dell’alloggio e dell’edificio residenziale casa devono essere visti come elementi di qualità intrinseca degli edifici (non solo come banale osservanza normativa o adempimento burocratico), come occasione per elevare il livello dell’edilizia residenziale nella direzione di maggior vivibilità (includente piena fruibilità di qualsiasi elemento della residenza, sicurezza, benessere, comfort, gradevolezza, possibilità di adattabilità e di personalizzazione), come opportunità di inclusione sociale, di democrazia e di solidarietà, come strumenti per favorire e potenziare l’autonomia, l’autodeterminazione di tutti e la non discriminazione.


La possibilità di riuscire ad avere case accessibili, fruibili, sicure, piacevoli, quantitativamente rilevanti, nella prospettiva futura che almeno tutti i nuovi edifici residenziali siano completamente senza barriere, si fonda su diversi aspetti. Di seguito verranno elencati separatamente tre aspetti essenziali, nella consapevolezza che essi sono fortemente interrelati e difficilmente disgiungibili uno dall’altro:

  • l’aspetto progettuale e realizzativo: il ricorso a accorgimenti progettuali e tecnologici, anche molto avanzati (si pensi ad esempio alla domotica), a una rigorosa e ben studiata organizzazione spaziale, ad un’accorta scelta di arredi e di complementi di arredo e di attrezzature, all’innovazione ed all’aggiornamento dei tipi edilizi, alla ricerca di buoni livelli di flessibilità e di adattabilità a più esigenze;

  • l’aspetto interpretativo e partecipativo: la capacità di interpretare le nuove e mutate esigenze nel campo abitativo, l’apertura a forme di coinvolgimento e di partecipazione degli utenti, la comprensione e l’applicazione critica e ragionata dell’apparato della normativa tecnica;

  • l’aspetto delle politiche sociali: ad esempio un’efficace ed efficiente “regolamentazione” dell’edilizia residenziale; la capacità di prevenire ed anticipare le diverse connotazioni del problema casa da parte di numerosi, differenziati, articolati richiedenti, non più riconducibili a segmenti o fascia ben definibili e pertanto richiedenti diversificate risposte, in taluni casi ai limiti della personalizzazione; la sperimentazione di case che non siano solo le tradizionali case; l’introduzione di elementi di agevolazione e di incentivazione, sia per nuovi progetti e nuove realizzazione, sia per adeguare gli alloggi esistenti alle esigenze di persone con specifici problemi.


L’obiettivo di una casa accessibile, fruibile, senza barriere, comporta, da parte di chi ha responsabilità progettuali, di orientarsi pienamente verso una progettazione universale ed inclusiva che accolga il dato della diversità e della varietà degli utenti, delle problematiche dell’invecchiamento e delle disabilità fisiche, sensoriali, intellettive, psichiche, non come un fastidioso problema, non come un ulteriore appesantimento del già complesso iter progettuale, ma come un’opportunità di sperimentazione, di miglioramento, di ampliamento delle possibilità d’uso e di arricchimento, anche espressivo, del momento progettuale e della sua realizzazione.

C.E.R.P.A. Italia (Centro europeo di ricerca e promozione dell’accessibilità)