L’H81 E L’UNITA’ SPINALE DI VICENZA
Da qualche anno si sono aperti colloqui e i propositi di collaborazione tra Associazione e il Reparto di Rieducazione Funzionale (Unità Spinale). Inizialmente con i responsabili fisioterapisti e una piccola rappresentanza dell’H81, ci si era accordati per avere uno spazio all’interno del reparto dove fare atto di presenza in giorni prefissati ed essere quindi a disposizione di pazienti mielolesi e familiari. Ho ancora lo scatolone a casa con il materiale per quello spazio che non si è riusciti a trovare, I contatti sono comunque rimasti tra Enrico, Don Giovanni e la sottoscritta tutti sempre a disposizione. o ho poi avuto dei colloqui con la Dott.ssa Brilli, psicologa del settore mielolesi, per trovare il modo di collaborare e capire come entrare in contatto con pazienti, che come ben sappiamo, nella fase dell’ospedalizzazione, disperazione, rifiuto, rabbia compongono un stato difficile da penetrare e aiutare. Con noi disabili la cosa si fa sicuramente più complicata per quello che noi rappresentiamo ai loro occhi, ovvero il loro potenziale futuro. Trovare un punto d’incontro è quindi molto difficile, ma potrebbe essere importante se si verificasse nel giusto modo.
Nel novembre 2000 è iniziato un percorso formativo per pazienti e familiari, incontri che affrontano vari aspetti della lesione midollare. In questi cicli, ripetuti per circa tre volte, ci è sempre stato riservato un incontro per parlare della nostra Associazione e l’esito delle riunioni, oltre che da noi, è dipeso molto dal gruppo di pazienti più o meno pronti ad ascoltare persone con una disabilità datata di molti anni come la nostra. Io personalmente oltre agli incontri sull’Associazione, sono stata invitala a partecipare a tre incontri psicologici: due con la Dott.ssa Brilli, l’ultimo con il Dott. De Marco suo sostituto per maternità. Anche per questi incontri, il contatto con i pazienti il riuscire a creare una piccola relazione è dipeso da molte componenti. L’ultimo incontro del 19 marzo, con il Dott. De Marco, è stato per me il più soddisfacente, perché avevo avuto un paio di incontri preliminari con lui dove mi spiegava come avrebbe impostolo la seduta, avvisandomi (come peraltro avevo notaio nell’incontro sull’Associazione del 27 febbraio), che il gruppo era difficile e c’era la possibilità che nessuno si sarebbe presentato. Non solo la partecipazione è stata massiccia, ma l’incontro è stato magistralmente gestito dal Dott. De Marco suscitando nei pazienti interventi e diverse domande. E stato, se mi è possibile usare questo termine, un successo perché si è riusciti ad abbattere un muro granitico toccando punti nevralgici che non hanno portato ad una chiusura bensì ad una apertura. E se mi è consentito esprimere un parere personale, la figura dello psicologo, di recente comparsa all’interno del reparto, è di fondamentale importanza, e importante è che i familiari e i pazienti sappiano di poter contare su questo tipo di aiuto, che per errata cultura troppo spesso non viene considerato. Credo che dopo quell’incontro qualche punto di vista sia mutato e questo a mio parere è stato un risultato di grande valore.
In questi anni talvolta la nostra disponibilità è stata disattesa causa soprattutto l’avvicendarsi dei vari primari, anche se molto aperti e disponibili nei confronti della nostra Associazione.
Ora speriamo, e con questo voglio dare il benvenuto alla Dott.ssa Cortese, che la sua permanenza in reparto sia duratura, la sua ospitalità e disponibilità nei nostri confronti ci è già stata dimostrata, confidiamo in una collaborazione positiva e destinata ad un importante consolidamento, una cooperazione che miri all’interesse di quei pazienti che dovranno impostare nuovamente la loro vita in base alle conseguenze di incidenti o quant’altro.
Patrizia Colombo
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