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News 029/06

Falsi disabili per aiutare i veri

L'esperimento sul campo a San Giuseppe fra marciapiedi e aiuole pericolose
I tecnici comunali su carrozzine e «senza occhi»

Cultura- autore: PressBarrierei

TRENTO. Quaranta tra ingegneri, geometri e architetti si sono trovati ieri nell'auditorium della Circoscrizione di San Giuseppe dalla quale, divisi in due gruppi, sono partiti alla volta di un percorso in zona che meglio di altri rappresentava un palcoscenico standard di problematiche di barriere o difficoltà architettoniche per disabili. La novità assoluta è stata che questi tecnici, tutti normodotati, seduti a rotazione su una carrozzella e spinti o aiutati da un collega hanno provato sul vivo, pur da «falsi» inabili, le varie difficoltà. Che non sono state poche: aiuole non delimitate, cassonetti dell'immondizia sul marciapiede che ostruiscono parzialmente il passaggio, caditoie (tombini) con feritoie che possono bloccare le ruote, marciapiedi in forte pendenza laterale. Dietro questa processione quella dei «falsi» ipovedenti, altri professionisti, cioè, che muniti di occhiali a hoc simulavano due grossi handicap: la riduzione della qualità e della quantità della vista. La differenza tra le due menomazioni - ha spiegato un docente - non è da poco e comporta soluzioni tecniche appropriate. Lo scopo? Semplice. Quello che conta - si è detto - è che strade, piazze, marciapiedi rispondano alle prestazioni richieste dai disabili. Quindi una questione più tecnica che normativa, più concreta che di natura culturale. Ma come fare a conoscere con esattezza questi elementi? E' sufficiente la testimonianza di un disabile per stabilire non quale debba essere la norma, ma quale la reale difficoltà e quindi la relativa soluzione tecnica? «No», si sono detti all'Ufficio Formazione del Comune di Trento. E stato così che con la collaborazione del Cerpa Italia fondato dall'architetto Adriano Piffer grande esperto in materia, è stata organizzata una tre giorni di studio il cui nucleo centrale è stato, appunto, ieri questo laboratorio. A tirare le fila di questi aggiornamenti, oltre all'architetto Adriano Piffer sono intervenuti due tecnici da fuori provincia. Da Ferrara lo psicopedagosista Stefan Von Prondzinski, docente per inabilità e orientamento inabili visivi, e dal Veneto l'architetto Stefano Maurizio membro della commissione regionale per le barriere architettoniche. Neanche a farlo apposta, lungo il percorso (attraversamento via Giusti, parco di via Baldo, rotonda davanti ad Orvea, parte di via Veneto e rientro alla Circoscrizione) oltre alle difficoltà già descritte i tecnici hanno dovuto potuto toccare con mano legrosse difficoltà che costituiscono le automobili sui marciapiedi.
 

Articolo tratto da PressBarriere, un servizio del
Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia.
http://www.letturagevolata.it
 

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