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"FaceMOUSE'', quando è l'ausilio ad adattarsi alla persona disabile |
Cultura- autore: Redattore sociale |
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MODENA – Ingegnere (laureato con 110 e lode) e imprenditore. E’ Simone Soria, 27 anni, affetto da tetraparesi spastica grave: con un collega coetaneo, Emanuele Perini, ha fondato Aida (Ausili e informatica per disabili e anziani) srl e ora lavora “soprattutto per passione” – stupendo anche i giapponesi – , ma anche “per dovere verso altre persone disabili, che non hanno nemmeno l’opportunità di cercare di esprimersi e realizzarsi”. Simone Soria si è laureato a 24 anni, “inventandosi” come tesi di laurea un ausilio battezzato poi “FaceMOUSE”, “che permette di pilotare – racconta – il cursore del mouse muovendo il capo o qualunque parte del corpo che il disabile controlli, senza l’utilizzo di mani, voce e di alcun sensore: è infatti sufficiente muovere il capo, la bocca, un braccio o una gamba dinanzi a una economica telecamera collegata al computer. Il movimento può essere ampio o ridotto: muovendo il cursore del mouse la persona è in grado di scrivere, comunicare, navigare in internet e utilizzare tutte le funzioni del computer”.
La novità di “FaceMOUSE” è che il sistema ad adattarsi alla persona e non viceversa, come invece accade spesso con altri ausili. “Proprio per questa capacità di adattamento – aggiunge Simone – ‘FaceMOUSE’ risulta essere adatto a molte disabili motori, anche gravi”. L’ausilio è stato testato con alcuni ragazzi disabili motori dell’Anffas di Modena; “grazie al loro contributo è stato possibile migliorare l’ausilio tanto da adattarlo anche alle loro esigenze. Ma ‘FaceMOUSE’ è stato anche sperimentato con bambini dai 10 ai 15 anni, ottenendo buoni risultati e grandi soddisfazioni”.
Dopo la laurea? “Mi sono inventato e creato un lavoro fondando Aida srl, per proporre ‘FaceMOUSE’ ad altre persone disabili. Ho rinunciato a tutti i privilegi sindacali riservati ai lavoratori disabili dipendenti, per poter esprimere la mia creatività e capacità professionale, cosa che mi sarebbe stata impossibile lavorando come dipendente: nonostante si parli di inserimento lavorativo mirato, in realtà la maggior parte delle aziende costituiscono ancora un ‘parcheggio’ per i disabili. D’altra parte anche come imprenditore sono soggetto a più rischi e più sacrifici dovuti al mio handicap: ad esempio, per girare l’Italia per proporre ‘FaceMOUSE’ devo pagare un accompagnatore, e secondo le istituzioni il tutto dovrebbe rientrare nelle 440 euro mensili dell’assegno d’accompagnamento (che equivalgono a circa 55 ore mensili, ossia solo 7 giorni lavorativi!). Senza poi parlare dell’investimento che a breve dovrò sostenere per completare la procedura per ottenere il brevetto, necessaria per tutelare la mia invenzione, per cui dovrò trovare uno sponsor poiché la spesa è fuori dalla mia portata”.
Simone Soria lavora “soprattutto per passione e per dovere verso altre persone disabili, che non hanno nemmeno l'opportunità di cercare di esprimersi e realizzarsi. Passione e dovere che però spesso si traducono in soddisfazioni, quando riesco grazie a ‘FaceMOUSE’ a far comunicare o lavorare bambini o ragazzi che prima non potevano farlo”. Un’esperienza che si sta diffondendo non solo in Italia, ma anche nel Sol Levante: “A gennaio sono stato in Giappone, a Yokosuka e Yokohama, ospite dall’istituto governativo per la ricerca sulla disabilità (Nise) per provare ‘FaceMOUSE’ con due bambini in scuole speciali: in Giappone i disabili non vanno a scuola con tutti gli altri, ma sono in scuole a loro dedicate. La sperimentazione è andata molto bene: i bambini sono riusciti a usare l’ausilio”. Ausilio che si è rivelato particolarmente prezioso per un bimbo: “la scuola non credeva che capisse, invece grazie a ‘FaceMOUSE’ e alla musica siamo riusciti a dimostrare il contrario. Ovviamente è stata per me una bella soddisfazione e per loro una grande sorpresa”. (cv) |
sito: http://www.aidalabs.com/ |
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